MR. GOLDOCLOCK ALLA FRIEZE LONDON 2017

L’autunno ormai è entrato a pieno nella classifica delle stagioni in cui la creatività ama sbizzarrirsi. Le fiere, così come le mostre d’arte, sono sicuramente il miglior mezzo di espressione per artisti… ma non solo. Portatrice indiscussa di grandi novità la capitale britannica che dal 5 all’8 ottobre è stata protagonista di uno degli eventi fieristici più frequentati al mondo, sullo sfondo di una lunga art week piena di estro. Vi racconto la mia esperienza emozionale alla Frieze London 2017.

FRIEZE LONDON 2017: ANIMA METROPOLITANA

Il mio tour internazionale alla ricerca di “novità di bellezza” interessanti continua. Questa volta mi trovo al Regent’s Park di Londra, in una delle più importanti fiere d’arte contemporanea, con 162 gallerie da tutto il mondo, provenienti da 25 Paesi che, negli ultimi anni, ha avuto un notevole incremento di visitatori: oltre 60 mila appassionati, collezionisti e artisti. La Frieze è molto apprezzata anche per la frequente presenza degli autori delle opere, che partecipano a dibattiti, progetti video, lavori commissionati dalla fiera stessa e incontri con il pubblico.

La mia, è la prima volta alla Frieze London e, a dire il vero, non avevo la benchè minima idea di quanta arte e bellezza potesse essere racchiusa in un’opera di stampo moderno. Entusiasmo e curiosità iniziano a stuzzicarmi. Tra le opere artistiche, ne scorgo una in particolare. Carpisce sin da subito la mia attenzione. La mente e il cuore mi rimandano in un istante a casa, ai miei affetti. Mi sento nostalgico e per un pò, mi estraneo dal resto dell’universo, giusto il tempo di ricordare Tommy, il mio dolce cagnolino.

All’improvviso l’incantesimo si spezza e io ritorno nel mondo reale ma con una consapevolezza diversa e soprattutto con il forte desiderio di saperne di più su colui che era stato capace di “sfiorare” la mia anima, ideando un’opera visivamente “non perfetta”.

JŰRGEN TELLER: INNO ALLA GIOIA DI VIVERE

Jűrgen Teller, fotografo 53enne tedesco è l’autore, Pettitoe, Suffolk 2011 l’“opera d’arte” dal tocco magico. Nato come fotografo di moda e commerciale alla fine degli anni ’90, le sue foto sono un inno alla leggerezza e, se si legge o ascolta la storia di Teller, appare subito chiaro che ha sempre saputo come godersi la vita. Composizioni inaspettate e racconti, opere che fanno spalancare gli occhi, emozioni, dalla profondità e poesia indescrivibile: parliamo della cosiddetta Lebensfreude (gioia di vivere), così come ama definirla l’artista tedesco.

Teller si muove con fluidità tra la fotografia d’arte e commerciale, mescolando soggetti quotidiani e familiari a volti noti al grande pubblico, secondo una logica di continuità che fa parte del suo approccio fotografico. Non importa quale sia il soggetto in questione, che ritragga se stesso, i propri cari, nudi provocanti o immagini stravaganti, Teller “sfida” i propri soggetti per farne emergere la personalità, senza fronzoli e sovrastrutture, magnetizzando lo spettatore col suo sguardo “spiazzante”. Ed ecco che la filosofia di Teller colpisce anche me, ma con uno scatto fotografico che, questa volta, mostra un lato più personale del fotografo tedesco, il lato in cui più mi identifico. Pettitoe, Suffolk 2011, infatti, è l’opera nell’opera che ha come protagonista l’infanzia dell’artista e la casa presa in affitto con la sua famiglia nella località di Suffolk, Inghilterra. La foto è stata scattata proprio in quella casa, proprio in quel contesto bucolico nel ricordo delle sue origini, dei suoi affetti più cari.

La mia visita alla fiera londinese volge così al termine. Con me porto il ricordo di una giornata trascorsa nel mondo delle emozioni più pure, nella gioia di vivere la vita nella sua semplicità.